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il torpore della coscienza
Querelanti e querelati
post pubblicato in diario, il 10 agosto 2008


Un passo indietro: manifestazione di piazza Navona dell'8 luglio. Anche in quell'occasione, l'attenzione popolare si è focalizzata sull'uso di alcune tremendissime parole, uscite dalle bocche triviali di Beppe Grillo e Sabina Guzzanti.

Le tremendissime parole erano rivolte a Napolitano. Morfeo, sonnecchia...
Le tremendissime parole erano rivolte a Ratzinger. Inferno, diavoloni frocioni attivissimi...
Le tremendissime parole erano rivolte a Carfagna. Pompini, pratiche erotiche...

Qualcuno ha pensato che le parole ed il tono usati fossero propri del linguaggio artistico dei due comici, qualcun'altro che non si parlasse affatto di satira, bensì di volgarità gratuita.
Essendo in un paese libero, ognuno può dire ciò che vuole, prendendosi in seguito le proprie responsabilità: funziona così, non vi è alcun dubbio.

In Italia, la querela è diventata una moda, soprattutto se i querelanti sono i potenti. Sicuramente, le querele che sono piovute sui vari Travaglio, Luttazzi, Santoro, Guzzanti, Grillo (&Co) sono legittime: uno può esprimersi liberamente e la parte chiamata in causa può reagire come meglio crede.

Unico problema: i media. Inizialmente sollevano un gran putiferio, quasi la querela fosse innegabilmente fondata e la sentenza già a favore del querelante. Giornali e telegiornali diventano processi sommari che deviano l'opinione pubblica. Molti percepiscono la querela come arma necessaria per far tornare l'ordine e bandire dalla società sana tutti quei personaggi scomodi, triviali, esagerati, giustizialisti, con la faccia di Lenin tatuata sul bicipite...
Tuttavia, spesso i media non riportano con lo stesso ardore come sono andate a finire le querele.

Qualcuno si ricorda come sono andate a finire le censure e le querele degli anni passati? Visto che molti credono ciecamente ai numeri, alle statistiche fantasiose, alle dichiarazioni ridicole della Casta, perché non presentare su un piatto d'argento le cose come stanno? Nell'utopica speranza che chi è ancora convinto di vivere in una democrazia sana si ricreda ed inizi a riflettere su ciò che si dovrebbe fare per cambiare questo paese, a destra e a sinistra.

Ecco come stanno le cose:

continua
Pozioni e sortilegi nel "Bel Paese"
post pubblicato in diario, il 1 agosto 2008


Qualche annetto fa, un certo Al Capone venne finalmente messo in gattabuia. Non perché fosse un mafioso, anche se moltissimi lo intuivano: non vi erano prove a sufficienza, era troppo potente ed era stato bravo ad ordire i propri crimini. Per non parlare dell'omertà, protagonista quando si tratta di mafia. L'omertà che gli creava alibi in continuazione.

Fu arrestato e condannato solo grazie alle irregolarità dei suoi "libri contabili": evasione fiscale.

Bene, oggi Alphonse Gabriel Capone non dovrebbe di certo preoccuparsi, i suoi libri sarebbero riconosciuti come opere d'arte. E continuerebbe a scorazzare. Probabilmente non avrebbe nemmeno contratto la sifilide, la stessa che lo portò poi alla demenza, visto l'eccellenza dell'elite femminile di cui si potrebbe oggi circondare... ah, la gnocca moderna!

Non si vuole certo fare un processo giustizialista e sommario agli ometti politici che rappresentano l'Italia di questi anni: in fin dei conti, i passi falsi sono propri della natura umana.
Non si vuole fustigare i principali mezzi d'informazione: timore e riverenza sono tipicamente umane.
Tantomeno si vuole condannare chi ha votato questi ometti: anche, e soprattutto, l'errore è umano. L'errore sta nel votare questa destra o questa sinistra, senza distinzione alcuna.

Si condanna, invece, chi fa orecchie da mercante, chi crede di saper tutto ed invece sa ben poco.
Si condanna chi si rifiuta di ascoltare per pigrizia, perché fa caldo o per differente colore politico.
Se solo per una volta si potesse ragionare a prescindere da destra e sinistra; se solo per una volta non si sfociasse nell'ottusità imperante dei massimi sistemi quali “tanto sono tutti uguali”...

L'Italia è considerata ormai un Paese Ridicolo:

  • perché, in seguito alla pozione Alfano, Berlusconi ha acquisito l'immunità diventando un
privilegiato senza pudore (Süddeutsche Zeitung, 23/07/2008).
  • perché si zittisce la vera informazione attraverso querele. Anzi, adesso anche attraverso le leggi sulle intercettazioni, nonostante
la Corte europea dei diritti dell'uomo, con sede a Strasburgo, ha affermato la preminenza del diritto di cronaca su quello della riservatezza dei potenti. La sentenza piè recente risale al 24 aprile 2008
(Il bavaglio, P. Gomez, M. Lillo e M. Travaglio, Chiarelettere, 2008, p. 118)
  • perché il Parlamento pullula di persone con poca dignità (per non essere cattivi): perché non è tollerabile che continuino a militare ometti che si creano leggi su misura, che fanno scalate illegali a banche, che hanno o hanno avuto rapporti con la mafia, che sono indagati o sotto processo.
  • perché, nell'ultima campagna elettorale, si è riusciti a far passare Veltroni come una faccia nuova, una ventata d'aria fresca: perché ha iniziato a militare politicamente alla fine degli anni Settanta, ed è stato deputato per la prima volta nel 1987. Faccia nuova forse rispetto ad Andreotti e Cossiga...
  • Perché in un Paese Serio non si dicono tante bugie, e la società ha i mezzi per smascherarle e reagire.
  • Perché in un Paese Serio non ci sono 3000 soldati in giro per le città, non si prendono le impronte ai bambini rom, la trasparenza porta i politici a dimettersi per propria iniziativa, per una questione di dignità.

La dignità italiana, invece, risiede nella convinzione di essere un grande popolo a prescindere da qualunque cosa: solo perché ci si osanna eredi di Leonardo da Vinci, Giuseppe Verdi e Totò Sapore.
Sicuramente grandi artisti: ma oggi anche la contabilità creativa, ovvero il falso in bilancio, è un arte. E in quanto tale va tutelata.


Ps: un certo Di Pietro, oggi più facilmente identificabile attraverso gli epiteti

poliziotto-giustizialista-utopista-fintolaureato,

sta studiando un sortilegio, un referendum per annullare gli effetti della pozione Alfano. Sicuramente, un sortilegio ha molta più forza rispetto alla debole formula magica della petizione che il Pd vuole presentare ad ottobre.

Ah, Veltroni ed il Pd non si uniranno al referendum perché, a dire del giovinotto, se non si raggiungesse il quorum l'opposizione incasserebbe un'umiliazione troppo grande, fornendo l'immagine di un Berlusconi Invincibile... Forse ci si è persi qualcosa: di quale opposizione parla Veltroni? Forse di quella delle mezze stagioni... Perché si stava meglio quando si stava peggio... Sono argomentazioni che trovano una qualche logicità solo se si guarda questo video, che tratta delle tv berlusconiane, di Veltroni e di Craxi... Si tratta di congetture, ma altrimenti non si spiega la linea Garfield.

Se qualcuno fosse davvero interessato al referendum, sappia che i tempi sono molto stretti, visto che per motivi burocratici la data ultima per la raccolta delle firme è la fine di settembre.

Ma forse è meglio abbronzarsi, ed aspettare che le cose cambino da sole. Tanto in Italia si sta bene. Basta un colpetto di bacchetta magica da parte dei soliti e tutto sembra perfetto!



Citazioni...

Ping-pong diplomatico
post pubblicato in diario, il 28 luglio 2008


Solo due giorni dopo la reazione disgustata di Pasquale Terracciano, l'ambasciatore italiano in Spagna, il magistrato Ibáñez risponde, sempre su El País:


Cittadino – giudice

Perfecto Andrés Ibañez, Madrid, 24/07/2008

Nella sua lettera al direttore del 22 luglio, il signor ambasciatore d'Italia “vuole pensare”, ovvero, neanche pensa, che il mio articolo di domenica [scorsa] Berlusconi contro lo Stato costituzionale è esclusivamente di mia responsabilità. Perciò, senza particolare finezza intellettuale, certamente, fa scivolare l'insidia che con questo [articolo] potrei compromettere l'istituzione di cui faccio parte. Ebbene, desidero chiarirgli che in Spagna, come nell'Italia costituzionale (almeno prima dell'era Berlusconi), i giudici, come tutti gli altri impiegati pubblici, non perdono la condizione di cittadini con pieno diritto, né il raggio d'azione che, in quanto tali, gli spetta. Per il resto, non era così difficile notare che l'indicazione “è magistrato” che accompagna il mio nome a piè del testo è una informazione in più sull'autore che facilita la Redazione: per questo motivo il verbo “essere” risulta coniugato alla terza persona.


Tagliente ed in linea con il suo articolo precedente.

Il magistrato risponde a tono all'ambasciatore, che in realtà nella sua lettera aveva solo espresso il proprio disgusto ed aveva volontariamente preferito non commentare le affermazioni di Ibañez. Il messaggio italiano era però giunto in tutta la sua potenza

attento a ciò che dici... è possibile lo scandalo diplomatico

Ormai funziona così: esiste la libertà di pensiero, d'opinione o d'espressione, ma se l'opinione ha a che fare con lo stato delle cose di alcuni intoccabili, allora si tirano le orecchie.

Non è una novità: ci si ricorda ancora del buon Martin Schulz al Parlamento Europeo?


Lei non è responsabile, signor presidente, del quoziente intellettivo dei suoi ministri però è responsabile di quello che dicono e le affermazioni del suo ministro Bossi sulle politiche per l'immigrazione, che lei ha riferito nel suo discorso, non sono assolutamente conciliabili con la carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.[...]

E adesso in questa sede ci troviamo in una difficile situazione ogni volta che si parla della presidenza italiana si dice sempre:
"Si, però state attenti a non criticare Berlusconi per quello che fa in Italia, perchè non c'entra nulla con il parlamento europeo". Ma come? L'italia non fa parte dell'Unione Europea?

E invece centra e le dico perchè.
Per quello che lei fa come primo ministro italaino ci sono i suoi colleghi e colleghe del parlamento italiano eletti proprio per discutere con lei. Ma per quello che fa come presidente del Consiglio Europeo ci siamo qui noi.

(clicca per leggere tutto l'intervento)


Berlusconi rispose all'intervento in questione con la frase:


Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto!


Ignorando, fra l'altro, il significato di kapò...

Anche in quell'occasione, il buon Mr. B. riuscì a far focalizzare l'attenzione non sui problemi sollevati dall'amico  Schulz, che non hanno avuto una risposta concreta, bensì su uno scandalo tutto all'italiana. Ah, Berlusconi non si è mai scusato per la frase detta...

Di sicuro qualcuno penserà che, in fondo, era solo una battuta, e che è stato proprio Schulz, invece, ad essere indelicato ed offensivo, insultando Cavour e Garibaldi.
Già che ci siamo, perché non chiediamo scuse ufficiali alla Germania per gli improperi di Schulz?

Fortunatamente, sembra che il buon Perfecto Andrés Ibáñez abbia avuto l'ultima parola: e sarebbe veramente poco dignitoso replicare senza avere solida ragione alle spalle.

Perché i fatti sono i fatti.



L'Italia e la Sindrome di Stoccolma - seconda parte
post pubblicato in intro articoli, il 24 luglio 2008


Riprendo il titolo del post precedente: perché il discorso è ancora lungo, perché tante cose sono successe in questi giorni.


Non si tratta di argomentare un punto di vista od una supposta verità: i fatti sono fatti, e devono essere raccontati a prescindere, che siano belli o brutti. Vanno letti allo stesso modo, e solo in seguito si può o meno condividere il punto di vista portato. Ma i fatti non sono discutibili.

Fatti gravi, inconcepibili se si vivesse in un contesto sano; tuttavia, dal momento che ormai è l'indifferenza a fare da padrona, spesso passano sottogamba o vengono sminuiti, perché si pensa ci siano cose più importanti a cui pensare. Come se tutto ciò che sta inesorabilmente accadendo non abbia nulla a che fare con la sfera personale di tutti, con la vita di ogni giorno. Perché i problemi vanno risolti alla radice, con metodo: prima la società deve sapere ed essere consapevole, poi si deve attuare un cambiamento profondo nel mondo politico e, infine, recuperare la dignità persa.

Riporto di seguito la traduzione di un articolo uscito domenica scorsa su El País:


Berlusconi contro lo Stato costituzionale

Perfecto Andrés Ibáñez – è un magistrato, 20/07/2008


Dal momento che si parla di un imputato (in realtà un pluri-imputato), la cosa più logica sarebbe porre il titolo al contrario: “Lo Stato italiano contro Berlusconi”. E invece no, Berlusconi, con la sua condizione di premier, ha saputo dotarsi di un inusuale status di privilegio. Può legiferare a colpi di maggioranza, e lo fa, sul diritto, sul procedimento penale e sul potere giudiziario, per risolvere le proprie cause nel modo più favorevole ai suoi interessi. Perché si parla d'interessi...


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L'Italia e la Sindrome di Stoccolma
post pubblicato in intro articoli, il 20 luglio 2008


L'aguzzino fa le peggio cose alla vittima.
Se poi anche solo le dà da mangiare perché non muoia di fame, nel cervello della vittima tutto il male passa in secondo piano, e l'unica cosa che viene messa in evidenza come meccanismo di difesa è il pensiero:

evviva il mio benefattore!

Perché l'aguzzino è la sola persona con cui la vittima si relaziona.
Perché è questo il meccanismo perverso che scatta nella mente della vittima.

In mezzo a tutte le infamie che stanno accadendo nell'ultimo periodo, tra cui il lodo alfano e l'immunità, rete4 ecc., ecco che fa capolino la clamorosa notiza della sconfitta dell'emergenza rifiuti.

Ma cosa è successo nei giorni scorsi?


-Soppressione dell'Ufficio del Commissario Anticorruzione in Italia grazie al decreto legge 112 entrato in vigore il 25/06/2008

-"ultima" udienza del processo Berlusconi-Mills, 18/072008

-la spazzatura è magicamente sparita

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Notizie in sordina: firme, impronte e spazzatura
post pubblicato in intro articoli, il 19 luglio 2008


Forse è normale che la notiza non sia in prima pagina; forse, è normale che nessun giornale ne parli. O che venga scritto in un trafiletto introvabile.

È normale perché la notiza riguarda proprio il giornalismo in generale.

Ancora una volta la società non sa, non conosce, e se conosce non si fida perché potrebbe essere una notizia falsa, dato che i principali media non le hanno dedicato il minimo spazio.

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Ritorna il fascismo?
post pubblicato in intro articoli, il 18 luglio 2008


Riporto la traduzione di un articolo de El País uscito qualche giorno fa.

Ritorna il fascismo?
Enrique Laso, Madrid, 12/07/2008

L'Italia sembra immersa in una deriva di imprevedibili conseguenze. Come tutti i mali, questo sta nascendo in maniera nascosta, ma inarrestabile. E come succede con le malattie peggiori, finirà per imporsi se non siamo capaci di reagire di fronte ai primi sintomi in maniera spietata.

Prima ci fu la normativa nei confronti degli immigranti, ora il censimento dei rom (indipendentemente dal fatto che siano italiani o stranieri). Il Governo di Berlusconi sembra impegnato (oltre a blindare in maniera legale il Cavaliere) a rinfrescarci la memoria e strappare dalle nostre viscere i ricordi peggiori della storia dell'umanità. Si comincia con un censo ai rom, poi li si identifica mediante un braccialetto, si procede mettendoli in ghetti e, dopo... beh, si sa già.

Torna il fascismo? Può darsi che la domanda risuoni un po' stridente ed allarmista, ma si sa già che i popoli che dimenticano la propria storia sono condannati a ripeterla. E allora, chi deve reagire? Per prima cosa i politici. I timorosi rimproveri della Commissione Europea provocano più risate che crucci. E se i politici non sono all'altezza, dovremo reagire noi cittadini, non sia mai che, per la seconda volta, lasciamo crescere il mostro davanti al nostro naso senza far nulla per impedirlo.

Come si deve reagire ad un commento di questo tipo? Dobbiamo, per l'ennesima volta, pretendere delle scuse?

Se ci si ferma un attimo, solo un attimo, a riflettere sulla situazione, ci si renderà conto che...

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E tutti chiedono scusa...
post pubblicato in intro articoli, il 15 luglio 2008


È una storia ormai vecchia che continua a ripetersi.

C'è chi crede che sia lo scherzo di qualche buontempone, chi invece sostiene siano interventi di immortali comunistoidi che sbucano da ogni dove...

Mi sto riferendo a ciò che è successo da una settimana a questa parte, in seguito alla morte di Federica Squarise: un evento tragico che entra a far parte di quella lunga serie di delitti di cui quasi ogni giorno sentiamo parlare.

La Spagna (La Catalogna) ha chiesto scusa all'Italia.

Dopo le accuse da parte italiana di scarsa efficienza dell'apparato investigativo locale subito dopo la scomparsa della giovane padovana... (Gazzettino, 12/07/2008)

la dichiarazione polemica del vice ministro degli Interni della Generalitat Catalana Joan Boada ha sollevato un putiferio:

Suppongo che in questo modo la stampa italiana si sia liberata dal compito di criticare il signor Berlusconi per le animaladas che ha in questo momento con la politica interna nel suo Paese. E, al tempo stesso, i media che gravitano nell'orbita di Berlusconi preferiscono affrontare altri argomenti, piuttosto che quello che succede alla politica interna italiana si dedicano a criticare la polizia catalana. È stato usato questo caso truculento.


L'indignazione generale si scatena!

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Non è vero che gli italiani già sanno
post pubblicato in intro articoli, il 14 luglio 2008


Il blog sta lentamente prendendoforma...

La sua apertura è stataimprovvisa, forse dettata dall'indignazione che mi ha assalito inseguito alle reazioni dei media italiani alla manifestazione diPiazza Navona della settimana scorsa: ho seguito in streaming lamanifestazione, ed ho scaricato l'audio integrale messo adisposizione da RadioRadicale.it

Ad essere sincero, durante l'interventodi Sabina Guzzanti un brivido mi ha percorso la schiena quando hatirato in ballo Ratzinger e Carfagna. Questione di pochi secondi el'effetto che quelle parole dovevano sortire si è fattosentire: la satira non deve fare ridere, non deve divertire. Perquello, basta una barzelletta od un film demenziale. Provoca, invece,un sorriso amaro. Deve dare un pugno nello stomaco . Deve farmuovere il criceto zoppo che tutti abbiamo nella testa, impigrito datroppo cibo inutile... Non capisco come la gente possa soffermarsisul commentare la "volgarità" di quelle parole:semplicemente perché ogni oratore ha usato il proprio"linguaggio", facendosi così portavoce importantedella propria categoria. Senza contare che la libertàd'espressione esiste ancora, e che ognuno si prende le responsabilitàdi ciò che dice.

Forse qualcuno aveva pensato che lamanifestazione dovesse avere un carattere prettamente politico, equindi è rimasto deluso vedendo la grande occasionesprecata... tuttavia, a mio parere, quell'appuntamento non dovevaavere solo una valenza politica. E così è stato: erauna manifestazione di principi, etici e morali, era unamanifestazione di libertà, di pensiero ed espressione.

Inutile riportare le esatte paroledi quelle frasi, dal momento che tutti le sanno. Tutti le sannoperché la Televisione ed i Giornali non hanno parlato d'altro,hanno come al solito imbacuccato (è questo il termine giusto)l'attenzione su poche frasi estrapolate in maniera intellettualmentescorretta da un contesto che la gente quasi sicuramente non potevaconoscere. E, proprio in virtù del fatto che la gente nonpoteva conoscere questo contesto, è stato creato l'universoparallelo in cui qualche migliaio di forsennati-spazzatura hainveito, per 184 minuti, su Ratzinger, sulla Carfagna, su Berlusconi.E Veltroni poi, a Matrix, con fare da intellettuale che sa quale siala giusta opposizione da fare, prendendo le distanze da quanto èavvenuto nella Piazza della Vergogna, manda un duro appello a Di Pietro, che


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La metafora del "sorpasso"
post pubblicato in intro articoli, il 13 luglio 2008


Traduzione di un articolo de El País in occasione della vittoria della Spagna ai quarti di finale degli europei contro l'Italia.

La metafora del "sorpasso"
Miguel Mora (inviato de El País a Roma), 24/06/2008

"Il Sorpasso", come il calcio, non è tanto una questione di numeri, ma di spirito.
Il modo di affrontare la partita di domenica (scorsa) spiega la differenza: gli spagnoli sono accorsi all'appuntamento contro i campioni del mondo guardando alla storia, ma sicuri di loro stessi, con voglia di vincere e affermarsi. Gli italiani sono entrati in campo convinti della loro inferiorità, pensando che la cosa più facile fosse perdere. Ieri sono tornati a casa quasi soddisfatti per aver forzato i rigori. In fin dei conti, il 90% degli italiani aveva pronosticato che avrebbero perso.

La cosa più curiosa è che la Spagna ha vinto la squadra italiana, speculando abbastanza e con rimesse dal fondo. Che la Spagna si sia trasformata nell'Italia? Piuttosto in ciò che era l'Italia 30 o 40 anni fa, una potenza senza paura nei confronti del futuro. Ne "Il Sorpasso", il film girato nel 1962 dal geniale Dino Risi, Vittorio Gassman era lo specchio di quell'Italia: potente, aperta, sognatrice, spensierata, liberale, coraggiosa.

Profetico come Monicelli, Pasolini e tanti altri saggi del bel paese che hanno alimentato il mondo con il loro talento, il loro senso critico ed il loro garbo, Risi chiuse "Il Sorpasso" con una grande tragedia. Quella tragedia è oggi, adesso: il bel paese non esiste, ed al suo posto è sorto un paese nazionalista, individualista, depresso e chiuso, dove la legge è la parola di Berlusconi.

Da molti anni l'Italia non cresce e sopravvive come può all'incompetenza dei suoi politici. La gente arriva male a fine mese, i salari sono al livello di quelli greci, i suoi giovani sono eterni precari, le donne continuano ad essere regine solo in casa, gli immigranti sono visti come il grande pericolo. In un certo modo, l'Italia è l'avamposto dell'Europa ultrà, aspra e racchiusa nel proprio guscio, che, con la complicità di Sarkozy e Zapatero, ha deciso di coltivare la paura per cancellare le libertà.

Nel bel mezzo di questa crisi, le mafie e gli imprenditori guadagnano ed esportano sempre di più, producono e delocalizzano, sfruttano sempre di più. E Berlusconi esercita il populismo a proprio piacere, elevandosi ad una sorta di stato di eccezione permanente: i militari per garantire la sicurezza, leggi che lasciano impuniti migliaia di delitti dei colletti bianchi, norme per espellere i clandestini ed i Rom.

Gli azzurri sono caduti di fronte alla Spagna, abbandonati dalle loro autorità. Vinti, ma non affatto umiliati da un gruppo di giovani spagnoli che probabilmente non hanno sentito parlare di Risi. Adesso bisogna vedere come finirà tanto ottimismo. L'Italia continua ad essere molte Italie. La Spagna è arrivata alle semifinali, il Mattone è già storia e siamo solo dodicesimi per quanto riguarda il PIL.
E di certo: il migliore è stato Marcos Senna.

Articolo piuttosto polemico, non trovate?

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permalink | inviato da Theo79 il 13/7/2008 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
perché gosizdat?
post pubblicato in diario, il 13 luglio 2008


- Vedo che lei ha voglia di fumare, - disse a un tratto lo sconosciuto a Bezdomnyj. - Che sigarette preferisce?
- Perché, ne ha di diversi tipi? - chiese cupo il poeta che aveva terminato le sue.
- Quali preferisce? - ripeté lo sconosciuto.
- Be', la nostra marca! - rispose con astio Bezdomnyj.
Lo sconosciuto tirò immediatamente fuori dalla tasca un portasigarette e lo porse a Bezdomnyj.
- "La Nostra Marca".

Sia il direttore sia il poeta furono sbalorditi non tanto dal fatto che nel portasigarette vi fosse proprio "La Nostra Marca" quanto dal portasigarette stesso. Era enorme, d’oro massiccio, e quando venne aperto, sul suo coperchio scintillò d'un fuoco bianco e azzurro un triangolo di brillanti. [...]
(Il Maestro e Margherita, M. Bulgakov)

È un po' quello che succede in Italia: noi abbiamo semplicemente chiesto la nostra marca di sigarette, ma un esperto illusionista ci rifila un improbabile pacchetto di "La Nostra Marca"... tuttavia noi non ci rendiamo conto del magheggio, perché focalizziamo tutta la nostra attenzione sull'apparenza, sul contenitore, e non sul contenuto.

GOSIZDAT significa proprio questo: l'informazione di massa in Italia vive in uno stato di torpore controllato,  per mantenere intorpiditi le menti ed il buon senso degli italiani.
Il Gosizdat era la stampa ufficiale, la "casa editrice" della Russia Sovietica tra il 1919 ed il 1930. Fu di primaria importanza nella creazione della non-opinione pubblica assoggettata al nascente regime.

Al Gosizdat si oppose il Samizdat, ovvero la pubblicazione autoprodotta libera di testi, tra cui "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov, che non avrebbero mai superato la censura di stato.







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permalink | inviato da Theo79 il 13/7/2008 alle 2:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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