Ping-pong diplomatico
post pubblicato in
diario, il 28 luglio 2008
Solo
due giorni dopo la reazione disgustata di Pasquale Terracciano,
l'ambasciatore italiano in Spagna, il magistrato Ibáñez
risponde, sempre su El País:
Cittadino
– giudice
Perfecto
Andrés Ibañez, Madrid, 24/07/2008
Nella
sua lettera al direttore del 22 luglio, il signor ambasciatore
d'Italia “vuole pensare”, ovvero, neanche pensa, che il mio
articolo di domenica [scorsa] Berlusconi contro lo Stato
costituzionale è esclusivamente di mia responsabilità.
Perciò, senza particolare finezza intellettuale,
certamente, fa scivolare l'insidia che con questo [articolo] potrei
compromettere l'istituzione di cui faccio parte. Ebbene, desidero
chiarirgli che in Spagna, come nell'Italia costituzionale (almeno
prima dell'era Berlusconi), i giudici, come tutti gli altri
impiegati pubblici, non perdono la condizione di cittadini con pieno
diritto, né il raggio d'azione che, in quanto tali, gli
spetta. Per il resto, non era così difficile notare che
l'indicazione “è magistrato” che accompagna il mio nome a
piè del testo è una informazione in più
sull'autore che facilita la Redazione: per questo motivo il verbo
“essere” risulta coniugato alla terza persona.
Tagliente
ed in linea con il suo articolo precedente.
Il
magistrato risponde a tono all'ambasciatore, che in realtà
nella sua lettera aveva solo espresso il proprio disgusto ed aveva
volontariamente preferito non commentare le affermazioni di Ibañez.
Il messaggio italiano era però giunto in tutta la sua potenza
attento
a ciò che dici... è possibile lo scandalo diplomatico
Ormai
funziona così: esiste la libertà di pensiero,
d'opinione o d'espressione, ma se l'opinione ha a che fare con lo
stato delle cose di alcuni intoccabili, allora si tirano le orecchie.
Non è
una novità: ci si ricorda ancora del buon Martin Schulz al
Parlamento Europeo?
Lei
non è responsabile, signor presidente, del quoziente
intellettivo dei suoi ministri però è responsabile di
quello che dicono e le affermazioni del suo ministro Bossi sulle
politiche per l'immigrazione, che lei ha riferito nel suo discorso,
non sono assolutamente conciliabili con la carta dei diritti
fondamentali dell'Unione Europea.[...]
E
adesso in questa sede ci troviamo in una difficile situazione ogni
volta che si parla della presidenza italiana si dice sempre:
"Si,
però state attenti a non criticare Berlusconi per quello che
fa in Italia, perchè non c'entra nulla con il parlamento
europeo". Ma come? L'italia non fa parte dell'Unione Europea?
E
invece centra e le dico perchè.
Per
quello che lei fa come primo ministro italaino ci sono i suoi
colleghi e colleghe del parlamento italiano eletti proprio per
discutere con lei. Ma per quello che fa come presidente del Consiglio
Europeo ci siamo qui noi.
(clicca per leggere tutto l'intervento)
Berlusconi
rispose all'intervento in questione con la frase:
Signor
Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un
film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il
ruolo di kapò. Lei è perfetto!
Ignorando,
fra l'altro, il significato di kapò...
Anche in
quell'occasione, il buon Mr. B. riuscì a far focalizzare
l'attenzione non sui problemi sollevati dall'amico Schulz, che
non hanno avuto una risposta concreta, bensì su uno scandalo
tutto all'italiana. Ah, Berlusconi non si è mai scusato per la
frase detta...
Di
sicuro qualcuno penserà che, in fondo, era solo una battuta, e
che è stato proprio Schulz, invece, ad essere indelicato ed
offensivo, insultando Cavour e Garibaldi.
Già
che ci siamo, perché non chiediamo scuse ufficiali alla
Germania per gli improperi di Schulz?
Fortunatamente,
sembra che il buon Perfecto Andrés Ibáñez abbia
avuto l'ultima parola: e sarebbe veramente poco dignitoso replicare
senza avere solida ragione alle spalle.
Perché
i fatti sono i fatti.
